giovedì 16 giugno 2016

Celebrazione di MedioSaminos

Celebrazione di MedioSaminos

il 24 giugno alle ore 12.30 presso l'altare Celtico di Locana (TO).




Dove si trova Locana?

In Piemonte, in provincia di Torino, direzione Valle Orco - Ceresole Reale, Parco Nazionale del Gran Paradiso, lato Piemontese.

Da Torino, prendere al Strada Statale 460 per Ceresole Reale, passato il paese di Sparone Canavese, il paese successivo è Locana.

Dove di trova l'altare Celtico?

In Frazione Foere, fuori l'abitato di Locana.

Come arrivare a Locana ed all'altare?

In auto, come scritto, strada statale 460, arrivare a Locana e posteggiare nel grande posteggio Piazza Donatori fronte all'ufficio Turistico di Locana.

A piedi prendere la strada che attraversa il ponte e dirigersi verso Nusigliè, Foere è una frazione dopo di Nusigliè seguendo la strada principale.

In alternativa, si può andare con l'auto all'area attrezzata per campeggiatori di Nusigliè, e poi proseguire a piedi.

Dove mangiare?

Rigorosamente al sacco, esistono diverse aree attrezzate a Locana, tra cui l'area di Nusigliè e di Vernè.

Cosa Mangiare?

Sarebbe gradito onorare il Dio Sole Belenos, con i prodotti benedetti dalla sua luce e dal suo calore, quindi rigorosamente Vegani, Frutta e Verdura fresca a temperatura ambiente.
Tutti i cibi di colore giallo o arancione, tipo limoni ed arance.
Le bevande tradizionali sono la birra chiara, l'idromele, e il succo di frutta fresca. 

Cosa portare?

Le vostre erbe magiche, da bruciare e da benedire.
Ad esempio, Artemisia, Verbena, Rosa, Caprifoglio, Lillà, Felce, Sambuco, Timo, Alloro, Margherita, Lavanda, Edera.
Gli Incensi, Limone, Caprifoglio, Lavanda, Rosa e Glicin.

Le Candele, Verdi, Rosse, Arancioni, Gialle, Bianche, Blu, Oro.

Gli incanti?
Rituale di dedicazione, benedizione degli animali, amore, matrimonio, divinazione.

venerdì 27 maggio 2016

La preistoria del Canavese

La preistoria del Canavese

La presenza umana nell'area piemontese e valdostana è stata accertata in diversi luoghi, i principali siti che documentano tale presenza sono
 

Presso Trino Vercellese, a circa 20 Km dalle morene del ghiacciao Balteo, su un rilievo a terrazzo entro sedimenti di löess sono stati ritrovati reperti litici lavorati dall'uomo
choppers
raschiatoi
percussori
punte e schegge di quarzite

Appartenenti al Paleolitico inferiore, circa a 120.000 anni fa, ed al Paleolitico medio, circa 35.000 anni fa.

Nelle grottine di Salto, in particolare la Boira fusca, sita sul fianco sinistro della Valle dell'Orco tra Cuorgnè e Pont, sono stati trovati, in diversi strati sovrapposti, reperti risalenti al X-VII millenio a.c., Paleolitico superiore, all'Eneolitico e all'Età del Bronzo finale. 

Nella limitrofa zona di Belmonte sono stati individuati alcuni insediamenti frequentati nel Neolitico e in epoche successive. 

In una cava di Tina, nei pressi di Vestignè, sono state estratte due statue - stele eneolitiche. Sono le prime testimonianze di questo tipo rinvenute in Canavese.

Sulle rive del lago di Montalto sono stati trovati reperti del Neolitico

materiali fittili, parti di vaso a bocca quadra, e una notevole industria litica, comprendente asce in pietra e pesi per reti, probabilmente usate per la pesca.

- A Viverone è stato rilevato e studiato un grande insediamento palafitticolo, e sul fondo del lago in successive campagne di scavo subacqueo sono stati trovati importanti reperti del periodo del Bronzo.
- A Piverone sono state trovati due parallelepipedi in pietra con incisi gli stampi per la fusione di tre modelli diversi di spade risalenti all'Età del Bronzo.
- In questi anni sta assumendo particolare rilevanza la collina della Paraj Auta, posta sul territorio fra Ivrea e Pavone Canavese, sulla quale si stanno scoprendo tracce di uno o più villaggi che dovevano avere notevole importanza in quanto situati al punto terminale dei trasporti via acqua che risalivano dall'Adriatico via Po, e Dora (fino ad allora passante ad ovest dell'attuale tracciato) dove iniziavano le carovane via terra verso la valle d'Aosta ed i valichi alpini.Su questa collina sono state censite dal GAC circa un migliaio di coppelle e sono stati recuperati reperti databili dal Bronzo finale al periodo Romano. Questo argomento è trattato ampiamente nella sezione Paraj Auta.
- In parecchi altri luoghi (soprattutto situati su alture) sono presenti elementi di Arte rupestre (vedi sezione Arte rupestre) di età presumibilmente preistorica : Lessolo, Cossano, Fiorano, Loranzè, Bèc Renon. Essi sono solo alcuni dei siti esistenti in Canavese e testimoniano una frequentazione antica dell'uomo in questo territorio.

 

La storia antica del Canavese

La storia antica del Canavese


Nel corso della prima metà del 1° millennio a.c. le migrazioni dei Celti coinvolgono i Liguri ed i Taurini che fino ad allora vivevano in Piemonte. 


Nascono così le popolazioni Salasse che occupano la Valle d'Aosta ed il Canavese. 

Dal secondo secolo a.c. la progressiva conquista delle regioni settentrionali d'Italia da parte dell'Impero Romano interessa queste aree.

Inizia un periodo di conflitti, anche violenti, generati dalla necessità dell'Impero Romano di rendere sicuro il passaggio verso i valichi contrastata dal forte sentimento di autonomia dei Salassi. 

Nel 143 a.c. i Salassi battono i Romani di Appio Claudio Pulcro, che perdono 10.000 uomini e destò lo stupore dei generali e del Senato di Roma.

Ma nel 140 a.c. i Romani si imposero sui Salassi che lasciano sul terreno 5.000 uomini. 


Nel 100 a.c. i Romani alla guida di Caio Mario e Valerio fondano Eporedia, l'attualee Ivrea, da allora il Canavese entra definitivamente nell'area di influenza romana e ne segue la storia. 

Nel 25 a.c. Varrone Murena sconfigge definitivamente i Salassi in una battaglia alla confluenza dei fiumi Dora Baltea e Buthier. nello stesso anno e nello stesso luogo sorge Augusta Pretoria, l'attuale Aosta.

I confini del Canavese ieri e oggi

I confini del Canavese ieri e oggi

..Nell’epoca più antica il nome Canavese indicava un distretto che faceva capo a Canava… situata nel triangolo Cuorgnè – Rivarolo – Castellamonte… 

Questo fu il Canavese più antico.

I feudatari che erano legati a questo centro politico, militare e commerciale e risiedevano nelle zona circostante, ne conservarono il nome e acquistarono altre terre, con matrimoni, alleanze e guerre allargarono il loro dominio. 

Alle famiglie "maggiori" Biandrate, Castellamonte, Valperga e San Martino se ne aggiunsero altre "minori", per averne protezione o per opportunità, specialmente nel periodo delle lotte fra guelfi e ghibellini. 

Si formarono dei Consortili, che estesero il nome "Canavese" alle valli dell’Orco, del Soana e del Chiusella verso la pianura alle porte di Torino e di Ivrea.

Un secondo nucleo storico fu quello dei Marchesi di Monferrato che risiedevano a Chivasso. Il loro intervento nelle lotte fra i feudatari canavesani ebbe talora un peso decisivo e permise loro un’espansione verso la zona Est di Torino. Il risultato delle loro azioni diplomatiche e militari fu così sintetizzato:

"Bonifacio di Monferrato, quegli che dalla crociata in Terrasanta ne recò il grano turco, sposò Margherita, figlia di Amedeo IV di Savoia, con la dote di Collegno, Pianezza e Valle di Lanzo, nel 1254. Spenta la discendenza Aleramica dei Monferrato con Giovanni II, la vedova di lui, un’altra Margherita di Savoia, figlia di Amedeo V, ritenne le castellate di Lanzo, Ciriè, e Caselle, pretendendo altre terre fra Malone e Stura quale retaggio Canavesano, benché pertinenti al Baliato di Susa. Queste castellate costituirono in seguito la dote di Violante, figlia di Teodoro Paleologo e di Argentina Spinola, sposa ad Aimone di Savoia, nel 1320. Ai Marchesi Monferrato come ai Biandrate fece sempre comodo ritenere "Canavese" il territorio fra le due Dore, perché le "ragioni feudali" davano loro il pretesto di intervenire nelle faccende di Ivrea".

…Tra Ivrea e Canavese durò però a lungo una distinzione netta, poiché troppo diversi i sistemi di governo, comunale quello degli Eporediesi, strettamente feudale invece nell’Alto Canavese.


Solo dopo il 1500, diminuito il potere dei nobili e quello dei Comuni, le due regioni, unite sotto Casa Savoia nella buona e nella cattiva fortuna, si fusero assieme formando il Canavese attuale.

I confini geografici della regione si possono segnare con una certa chiarezza, in un punto solo, dove nella bassa Valla di Lanzo si è fatta sentire l’influenza di Torino, vi possono essere contestazioni.

Partendo dalla Colma di Monbarone, il Canavese è delimitato dalla linea che passa fra Carema e Quincinetto, ancora canavesani, e Pont San Martin e segue la sommità che separano la valle Soana dalla Valle i Aosta.

Il confine tocca poi la sommità della Torre Lavina, la punta del Gran San Pietro, il Colle del Nivolet e raggiunge le Levanne per tornare verso la pianura. Dopo aver seguito la sommità della catena che divide la Valle dell’Orco da quella di Cantoira, poco dopo la punta dell’Angiolino nelle vicinanze di Locana scende quasi ad angolo retto a tagliare la bassa Valle della Stura poco sotto Lanzo. 

Qualche antico scrittore ha unito al Canavese anche le Valli di Lanzo, ma potrebbe essere un pò esagerato.

Si devono considerare "Canavesane" le zone di Corio, Ciriè, Grosso e Mathi da un lato del torrente, Cafasse e Robassomero dall’altro. 


Caselle e Borgaro che una volta si dicevano canavesani, ora sono ufficialmente "Torinesi" ed ormai aggregati alla "cintura" della grande città verso la quale tendono i loro interessi e la loro attività. 

Da Caselle la linea del confine del Canavese tocca Leinì e raggiunge il Po presso Chivasso e lo segue fino alla foce della Dora Baltea, risalendo poi verso Nord. 

Di là dal torrente vi sono ancora canavesane le borgate di Borgomasino, Masino, Cossano, ed Azeglio come è ancora canavesana la sponda occidentale del lago di Viverone. 

Da questo punto il confine risale alla sommità della Serra e ne segue il crinale fino alla Colma del Monbarone.

Il Canavese nel 1918

Il Canavese nel 1918


limitando il Canavese alle terre soggette direttamente od indirettamente ai conti del Canavese, Valperga, San Martino, Biandrate, Castellamonte, Masino, ai Visconti di Ivrea, dai quali derivarono i signori di Barone, Corio e Camagna, Settimo Vittone, Castruzzone, Arundello, Vische, della Torre etc.., al vescovo ed al Comune di Ivrea ed all’abbazia di Fruttuaria ne viene che i confini che si potranno tracciare più convenientemente saranno


Ad Est, i monti che formano lo spartiacque tra il bacino della Dora Baltea e quello dell’Elvo, quindi la Serra, escludendo però Borgo d’Ale e Viverone, invece si include Alice Inferiore e Ropolo dipesi dai Valperga di Masino, Maglione, terra dei conti di Masino, e Vische, di cui i signori furono confederati ed aggregati al consortile dei San Martino, sotto l’alta signoria del vescovo d’Ivrea, Villareggia esclusa.


…Il limite naturale del Canavese dopo Maglione è dato dalla Dora Baltea fino al suo incontro con il Po.


Al Sud avremo come confine il Po fino a Brandizzo, escluso, a Sud-Ovest, ultima terra canavesana è Volpiano, escludendo Leynì, Caselle, Ciriè, e Lanzo.


Terre terminali dopo Volpiano sono così Lombardore, dell’abbazia di Fruttuaria, Rivarossa dei Valperga, Front colla sua Vauda, e la castellata di Balangero, che si va incastrando a guisa di cuneo tra Ciriè al Sud Est e Lanzo al Nord Ovest.

A proposito della Castellata di Balangero
I Castellamontani prima l’avevano avuta con Mathi e Villanova a poco a poco si erano venuti sostituendo i Biandrate che la conservarono anche dopo la conquista fattane dal Principe d'Acaja, anzi un ramo dei Biandrate assunse col tempo il titolo feudale dell'estrema terra canavesana.

…dopo Balangero… le cime dei monti… circoscrivono il Canavese… la piccola catena che principiando dal monte Rolei finisce alla punta dell’Angiolino, separa Corio e Rocca da Coassolo, …indi lo spartiacque tra l’Orco e la Stura di Valle Grande fino alla Levanna, poi le Alpi Graie.


Infine il lungo contrafforte che, partendo dal Gran Paradiso, a poco a poco digradando va a morire sopra Quincinetto, separerà le valli dell’Orco, del Soana e della Chiusella da quella d’Aosta.

Il Canavese nel 1872

Il Canavese nel 1872

Quel tratto di paese, che oggidì è conosciuto col nome di Canavese, comprende tutto il Circondario d’Ivrea e buona parte di quello di Torino. 

Al Nord confina con le gole della Valle di Aosta e le alpi Graie, che lo circondano a Nord Ovest, la collina della Serra lo separa a Nord Est dal Biellese, altri colli e poi la Dora Baltea all’Est ed al Sud Est lo dividono dal Vercellese. 

Un poco incerti sono i confini verso l’Ovest ed il Sud Ovest, essendo variati secondo i tempi, ma si può ritenere per estremo limite il Po, tirando poi una linea tra la Stura e la Dora Riparia, che comprenda tutta la Valle di Lanzo.

Popolazione.


È abitato da 297.581 abitanti, sparsi in 183 comuni, i quali formano 31 mandamenti, di cui i seguenti sono nel Circondario di Torino
  • Barbania
  • Caselle
  • Ceres
  • Chivasso
  • Ciriè
  • Corio
  • Fiano
  • Lanzo
  • Montanaro
  • Rivara
  • Rivarolo
  • Venaria
  • Viù
  • Volpiano
  • i restanti costrituiscono il Circondario d’Ivrea.

Il Canavese nel 1363

Il Canavese nel 1363


Il Canavese è un contado appartenente a diversi Conti, situato nella parte occidentale della Lombardia, con poche città e comprendente anche il contado di Masino.

Cosparso di paeselli, di borghi di castelli e di monti boscosi, vanta località amene ricche di messi, di viti, di prati e soprattutto di corsi d’acqua.

Vi si trovano animali in gran numero e vi si rinvengono giacimenti di ferro nelle zone montuose e nelle Alpi che da un lato chiudono la Lombardia.

Confina ad oriente col distretto di Vercelli, a mezzogiorno con le terre del Monferrato sopra il Po, ad occidente, in parte, con le terre del Piemonte e in parte coi domini dell’illustre principe Conte di Savoia, e a settentrione colle Alpi già nominate ed altre terre del conte, con la Città di Ivrea e la Valle d’Aosta attualmente appartenenti al suddetto Conte di Savoia.


Soggetti ai conti di Valperga
  • borgo di Pont con castello
  • borgo di Cuorgnè
  • castello di Valperga
  • Salassa
  • Rivarossa con castello
  • Rivara con due castelli
  • Barbania con castello
  • castello di Rivarolo
  • castello di Silveschio

Soggetti ai conti di Biandrate
  • San Giorgio
  • castello di Orio
  • Caluso
  • San Benigno
  • Volpiano con castello
  • Castello di Brandizzo
  • borgo di san Giorgio
  • castello di Cuceglio
  • castello di Foglizzo
  • castello di Ozegna
  • castello di Montalenghe

Soggetti ai conti di San Martino
  • castello di Gelario
  • Frassinetto
  • Castelnuovo con la valle
  • Castellamonte
  • Agliè con castello
  • castello di Malgrà
  • castello di Favria
  • castello di Front
  • borgo di San Martino con castello
  • castello di Loranzè
  • Brosso e molti castelli con la Valle
  • castello di Strambino
  • castello di Sparone di altri signori
  • castello di Vische di altri signori
  • castello dai Azeglio di altri nobili
Soggetti ai conti di Masino
  • castello di Masino
  • Borgo Masino con castello
  • castello di Maglione
  • Villa di Vestignè
  • Settimo Rottaro

Soggetti ai conti di Mazzè
  • castello di Mazzè
  • castello di Candia
  • castello di Castagnolo
  • castello di Mercenasco
  • Rondissone